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martedì 3 luglio 2012

IL SALVATAGGIO DEL MONTE PASCHI: UNA TRUFFA DI STATO

Sempre mentre voi fate la colletta per comprare la carta igienica per scuole dei vostri figli, o aspettate mesi per farvi un esame specialistico in un ospedale e mentre siete schiavi di uno Stato in fallimento, che ha deciso di percorrere la strada del totalitarismo fiscale per comprimere i diritti del popolo, a vantaggio della salvezza della casta che ha rovinato il Paese, lo stato salva il Monte Paschi di Siena con 4 miliardi di euro, e in cambio riceverà (forse) carta straccia.
Della vicenda dei Tremonti Bond al Monte dei Paschi di Siena e di come la banca senese ha eluso (con la complicità del Governo precedente) il pagamento degli interessi per circa 200 milioni di euro, ho già parlato in diversi articoli.
Nella nuova edizione dei Tremonti Bond, messi in campo dal Governo Monti per salvare la banca senese e con lo scopo di mantenere al comando chi ha portato la banca al dissesto – ovvero la Fondazione azionista di maggioranza, poiché espressione di interessi di partito – sembrerebbe che venga meno il privilegio riconosciuto alla banca di non ottemperare al pagamento degli interessi qualora non vengano distribuiti utili; peraltro come già accaduto nel 2011 in cui la banca, avendo riportato una perdita, non ha corrisposto interessi allo stato per circa 200 milioni di euro, nonostante lo Stato sia costretto a finanziarsi sul mercato pagando saggi di oltre il 6% per i BTP decennali.
Ma attenzione, qui viene il bello.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ASCA, nella nuova versione dei Tremonti Bond sembrerebbe che, ”se gli interessi non sono corrisposti, per assenza o incapienza degli utili distribuibili, l’emittente (Il Monte Paschi in questo caso) assegna al Ministero azioni ordinarie di nuova emissione per una quota del patrimonio netto corrispondente all’importo della cedola non corrisposta“
In altre parole, è vero che chi usufruisce della nuova edizione dei Tremonti Bond, anche in assenza di utili dovrà corrispondere gli interessi, ma potrà farlo corrispondendo al Ministero del Tesoro l’equivalente in azioni della banca.
Ora spero che comprenderete che, farsi pagare con azioni di una banca che dai suoi massimi ha perso in borsa oltre il 95% e che è partecipata, per la maggioranza, da un ente che è stato capace di distruggere la banca più antica del mondo poiché al servizio di giochi ed interessi partitici, non è esattamente un ottimo affare e soprattutto, direi, che non è affatto rispettoso per il contribuente martoriato di tasse.
Benché il management della banca abbia riferito che, secondo il piano industriale, entro il 2015, la banca restituirà i Tremonti Bond, azzardo la previsione che, salvo ulteriori salvataggi, nella migliore delle ipotesi, la banca senese restituirà i 4 miliardi di euro in forma di partecipazione azionaria, visto che comunque è riservata alla banca la facoltà di convertire le obbligazioni dei Tremonti Bond in azioni ordinarie. Come dire: denaro fresco in cambio di carta straccia….Forse!


Tratto da: IL SALVATAGGIO DEL MONTE PASCHI: UNA TRUFFA DI STATO | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/01/il-salvataggio-del-monte-paschi-una-truffa-di-stato/#ixzz1zYuThnfB
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

lunedì 2 luglio 2012

I PRESTITI DELLA BCE E LA STRETTA SUL CREDITO

Il 29 febbraio la Bce presta 530 miliardi per tre anni alle banche europee, una somma simile a quella già elargita in dicembre. Soldi che serviranno a finanziare le imprese e le famiglie? L'esperienza del prestito precedente fa pensare di no. Quell'operazione è servita a sostenere la domanda di titoli di Stato. Se la Bce assumesse il ruolo di prestatore di ultima istanza, favorirebbe la ripresa della raccolta bancaria tramite i canali normali. Ora, al contrario, l'economia continua a subire una pesante stretta del credito, che finirà per aggravare la recessione in atto.

Quando la Bce prestò quasi 500 miliardi alle banche europee con l’operazione a tre anni del 21 dicembre scorso, tutti speravamo che questi soldi servissero a finanziare le imprese e le famiglie. Ma così non è stato, almeno in Italia. Le banche italiane hanno in buona parte utilizzato i soldi presi a prestito dalla banca centrale per acquistare titoli di Stato, contribuendo alla riduzione dei tassi d’interesse sul nostro debito pubblico (a cui ha naturalmente contribuito anche la credibilità del governo Monti). Nello stesso tempo, hanno stretto l’offerta di credito, sia riducendo la quantità sia aumentando il costo dei finanziamenti. Pertanto, il successo dell’operazione di dicembre è stato limitato. L’unica consolazione è che probabilmente, se non ci fosse stata, la stretta sul credito sarebbe stata ancora più feroce. I soldi ricevuti dalla Bce sono stati usati anche per rimborsare obbligazioni bancarie, che sarebbe stato troppo costoso rinnovare ai tassi di mercato: senza questa possibilità, le banche avrebbero dovuto ridurre ancora di più i finanziamenti all’economia.
IL CREDIT CRUNCH E LA STRATEGIA DELLA BCE
La stretta creditizia è dovuta al peggioramento del quadro economico, che fa aumentare il rischio di credito. Ma è dovuta anche alle difficoltà delle banche nel reperire finanziamenti: il mercato finanziario di tutta l’area euro soffre della crisi del debito sovrano. Le banche italiane soffrono di più, poiché risentono del rischio-paese che grava sull’Italia: per questo motivo, la raccolta di finanziamenti è divenuta più scarsa e più cara, e questo si riflette sui prestiti bancari. Tuttavia le banche non fanno molto per aiutare la clientela, visto che hanno aumentato il margine che si prendono tra tassi attivi e passivi.
La strategia della Bce consiste nell’elargire al sistema bancario liquidità illimitata e a basso prezzo, a una scadenza inusuale per la politica monetaria: tre anni. Il risultato è che la banca centrale finisce per sostituirsi al mercato finanziario, senza risolvere i problemi di fondo che ne bloccano il funzionamento. La scelta della Bce deriva dal suo rifiuto a svolgere la funzione di prestatore di ultima istanza nei confronti degli Stati più deboli dell’area euro, potenziando l’acquisto di titoli di Stato e dando un contributo alla stabilizzazione di famosi spread. Se la Bce assumesse questo ruolo, favorirebbe la ripresa della raccolta bancaria tramite i canali normali: clientela e interbancario. Viceversa, si sta aggravando una situazione patologica, in cui il sistema bancario è sempre più dipendente dalla banca centrale. Se anche la seconda operazione a tre anni avesse l’esito sperato, cioè di aumentare il finanziamento alle imprese, il problema rimane. Quale modello di intermediazione bancaria ha in mente la Bce: banche che si finanziano dalla banca centrale per prestare al sistema economico? Ma allora perché insegniamo agli studenti che gli investimenti delle imprese sono finanziati dal risparmio delle famiglie? In attesa di una risposta, quello che osserviamo è che le banche sono state indotte ad aumentare ulteriormente la loro esposizione, già alta, verso il settore pubblico: anche questo non favorisce la loro capacità di finanziarsi sul mercato.
LA PAROLA AI NUMERI: L’OPERAZIONE DEL 21 DICEMBRE
L’operazione a tre anni del 21 dicembre scorso vide una richiesta di prestiti per 489 miliardi, che furono tutti assegnati. (1) Bisogna però tenere presente che i prestiti sono andati in parte a sostituire altre operazioni di politica monetaria, ragion per cui l’incremento netto di finanziamenti concessi dalla Bce al sistema bancario europeo è stato in realtà molto inferiore: 193 miliardi. Con riferimento al nostro paese, le banche italiane “prelevarono” 116 miliardi in quell’operazione, ma l’incremento netto di liquidità fornita dalla Banca d’Italia nel mese di dicembre è stato della metà, 57 miliardi.
PIÙ TITOLI DI STATO, MENO PRESTITI ALLE IMPRESE
Nel bimestre dicembre-gennaio, le banche italiane hanno acquistato titoli di Stato per 32,6 miliardi. Nello stesso periodo, i prestiti bancari alle imprese e alle famiglie italiane si sono ridotti di 20 miliardi.
Dalla Bank Lending Survery condotta dalla Bce su di un campione di 110 banche europee, emerge che la stretta creditizia (credit crunch) è un fenomeno europeo. Le stesse banche dichiarano di avere sostanzialmente irrigidito i criteri di concessione di prestiti nell’ultimo trimestre del 2011; non solo, ma si aspettano una ulteriore “stretta” per il primo trimestre di quest’anno. La stretta creditizia viene attuata, oltre che con una limitazione della quantità di prestiti, tramite un aumento dei margini applicati sui tassi d’interesse e chiedendo maggiori garanzie collaterali. I fattori che vi hanno maggiormente contribuito sono noti: aspettative negative sul quadro economico e difficoltà dal lato del finanziamento; quest’ultimo fattore è stato esacerbato dalla crisi del debito sovrano, che ha minato la fiducia reciproca tra le banche stesse, riducendo l’attività sul mercato interbancario. Sotto questo profilo, qualche segnale di miglioramento viene osservato nei primi mesi di quest’anno. Il calo del credito è dovuto anche a un calo della domanda di prestiti, seppure in misura minore; il fatto preoccupante è che il calo della domanda riguarda i prestiti richiesti per finanziare gli investimenti, non quelli per finanziare scorte e capitale circolante. Le stesse tendenze emerse a livello europeo sulla stretta creditizia emergono, più accentuate, con riferimento al sottocampione di banche italiane partecipanti alla survey condotta dalla Bce: otto banche, che rappresentano due terzi del mercato italiano dei prestiti.
PRESTITI PIÙ CARI
Nel gennaio di quest’anno, in Italia il costo dei finanziamenti alle imprese (nuove operazioni) era di 1,3 punti percentuali più alto rispetto allo stesso mese del 2011 (passando dal 2,7 al 4 per cento), a parità di tasso di politica monetaria (1 per cento). Nello stesso periodo, il tasso d’interesse sui mutui immobiliari è salito di un punto percentuale (dal 3,15 al 4,15per cento). Sempre nello stesso periodo, il differenziale tra il tasso medio sui prestiti a imprese e famiglie e il tasso medio sulla raccolta è aumentato di mezzo punto percentuale (dal 2,2 al 2,7per cento).
LA RACCOLTA VIENE DALLA BANCA CENTRALE
Dal lato del finanziamento, emerge un sistema bancario sempre più dipendente dall’assistenza fornita dalla banca centrale. Nel corso del 2011, il ricorso al finanziamento per mezzo di operazioni di politica monetaria è quadruplicato: lo stock è balzato da 50 a 212 miliardi. Questo incremento di 162 miliardi (concentrato nel secondo semestre) ha rappresentato oltre il 70 per cento del flusso di raccolta fatta dalle banche italiane durante lo scorso anno. Per converso, è bruscamente calata la raccolta dalla clientela italiana (depositi e obbligazioni): il flusso di nuova raccolta è passato dai 130 miliardi del 2010 ai 24 del 2011. Per non parlare del contributo proveniente dall’estero, che è stato negativo per 50 miliardi.

(1) I dati riportati in questo articolo sono di fonte Bce (Bollettino mensile, Bank Lending Survey), Banca d’Italia (Supplemento al Bollettino statistico “Moneta e banche”, Bank Lending Survey), Abi (Monthly Outlook).
da:LA VOCE.INFO

DISOCCUPAZIONE: non ce la possiamo fare

Disoccupazione ancora ai massimi in Italia nel mese di maggio. Secondo la stima provvisoria dell'Istat, il tasso di disoccupazione si attesta, a maggio, al 10,1%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile (era al 10,2%) ma in aumento di 1,9 punti su base annua. Il numero dei disoccupati, pari a 2.584mila, è diminuito dello 0,7% rispetto ad aprile (-18mila unità). Tale diminuzione interessa sia gli uomini che le donne. Su base annua, invece, si registra una crescita del 26% pari a 534mila unità. Il 36% di disoccupazione giovanile "è un dato francamente non accettabile per una società". A dirlo, intervenendo in videoconferenza a un convegno dell'Ebav (Ente bilaterale artigiani veneti), a Venezia, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, secondo cui questo tema è fra quelli affrontati dalla recente riforma del lavoro varata dal governo. "Oggi abbiamo avuto l'ultimo dato relativo alla disoccupazione e siamo al 36% di quella giovanile, che è un dato non accettabile dalla società e contro il quale bisogna mettere in campo tutte le energie disponibili" ha detto il ministro.
 
Quadro da disoccupazione elevata - Anche se per la prima volta dal febbraio del 2011, il tasso di disoccupazione subisce un lieve calo, per i tecnici dell'Istat "il quadro resta sostanzialmente stabile su valori molto elevati sia di disoccupazione generale che di disoccupazione giovanile". Sempre a maggio, gli occupati sono 23.034mila, in aumento dello 0,3% rispetto ad aprile (60mila unità): la crescita dell'occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Rispetto ad un anno fa (maggio 2011), gli occupati crescono dello 0,4% (98mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 57,1%, in aumento, su base mensile, di 0,1 punti percentuali, e su base annua di 0,3 punti. Diminuisce lievemente, poi, il tasso di inattività che cala al 36,5% (-0,1 punti percentuali su mese, -1,4 punti su anno). Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto ad aprile (-25mila unità).
Aumenta ancora la disoccupazione giovanile - Continua a crescere la disoccupazione giovanile. Secondo i dati provvisori dell'Istat, a maggio, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ha toccato un record storico salendo al 36,2%. Si tratta del dato più alto sia dall'inizio delle serie storiche mensili (gennaio 2004) sia trimestrali (quarto trimestre 1992). E' disoccupato più di un giovane su tre di coloro che partecipano attivamente al mercato del lavoro. Rispetto all'intera popolazione di giovani tra 15 e 24 anni, a maggio, risulta disoccupato poco più di uno su dieci (10,5%). Il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato di 0,9 punti precentuali rispetto ad aprile.
Record nell'area Euro - La disoccupazione continua ad aumentare anche nell'area euro: a maggio ha raggiunto l'11,1 per cento, dall'11 per cento di aprile, raggiungendo così un nuovo massimo storico. Eurostat, l'ente di statistica comunitario, ha contato 17 milioni 561 mila disoccupati nell'Unione valutaria, 88 mila in più rispetto al mese precedente e 1,82 milioni in più rispetto ad un anno prima. La disoccupazione risulta aumentata anche guardando alla media di tutta l'Unione europea a 27, al 10,3 per cento a maggio a fronte del 10,2 per cento del mese precedente.
I tassi più bassi in Austria e Olanda - Fra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi sono stati registrati a maggio in Austria (4,1%), Olanda (5,1%), Lussemburgo (5,4%) e Germania (5,6%). I tassi più alti sono invece quelli della Spagna (24,6%), della Grecia (21,9%, ma il dato risale a marzo 2012), il Portogallo (15,2%) e l'Irlanda (14,6%). Rispetto a un anno fa, il tasso di disoccupazione è diminuito in otto Stati membri (e in particolare nei tre baltici), è aumentato in otto paesi (soprattutto in Grecia, Spagna e Cipro) ed è rimasto stabile in Ungheria.
La disoccupazione giovanile più bassa in Germania - Sempre a maggio 2012, 5,517 milioni di giovani sotto i 25 anni (22,7%, rispetto al 21,0% di maggio 2011) erano disoccupati nell'Ue a 27, e 3,412 milioni nell'Eurozona (22,6%, rispetto al 20,5% di un anno prima). I tassi di disoccupazione giovanili più bassi sono stati registrati in Germania (7,9%), Austria (8,3%) e Olanda (9,2%), mentre i più alti riguardano Spagna (52,1%) e Grecia (52,1%, ma è un dato di marzo 2012), seguiti da Slovacchia (38,8%), Portogallo (36,4%) e Italia (36,2%). Secondo Eurostat, il numero di disoccupati nell'Ue a 27 a maggio era di 24,878 milioni. Rispetto ad aprile, il numero dei disoccupati è aumentato di 151mila unità mentre rispetto ad un anno prima sono cresciuti di 1,952 milioni.
La Cgil: situazione drammatica - Ancora una volta, infatti, e "quasi incredibilmente, il dato sulla disoccupazione dei giovani peggiora e, sommato alla quantità di lavoro precario, rappresenta una priorità da affrontare con un piano per il lavoro". E' il commento del segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, ai dati diffusi dall'Istat su 'occupati e disoccupati' a maggio. Nella lettura dei dati la dirigente sindacale sottolinea come "la disoccupazione conferma una tendenza negativa che sta determinano una riduzione strutturale della base occupazionale". Per Sorrentino serve quindi "un cambio urgente della rotta per quanto riguarda le scelte di politica economica: serve l'adozione di un piano straordinario per l'occupazione, come quello che la Cgil sta elaborando in questi giorni; così come c'è bisogno di intervenire sulla leva fiscale, anche attraverso l'adozione di una patrimoniale, dando risorse a lavoratori e pensionati per rilanciare i consumi".
Cisl: Subito misure per favorire assunzioni - "Pur in presenza di un lieve calo dei disoccupati e di un aumento degli occupati tra aprile e maggio, il quadro complessivo del mercato del lavoro resta negativo, con un aumento di 534mila disoccupati su base annua e soprattutto, un tasso di disoccupazione giovanile che continua a segnare record di mese in mese, giungendo, in maggio, al 36,2%. La fase di recessione non dà tregua all`occupazione e contrastarla deve essere priorità assoluta per il governo, essendo positive, ma ancora insufficienti, le misure individuate nel decreto sviluppo". Lo dichiara in una nota Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, commentando i dati Istat. "Vanno mobilitate tutte le risorse disponibili per gli investimenti - continua - anche consentendo alle istituzioni deroghe al patto di stabilità, e ridotta la pressione fiscale per lavoratori e pensionati per rilanciare la domanda interna.
Fornero: Necessario ridurre tempo disoccupazione - Ridurre le transizioni fra scuola e lavoro ma anche la transizione fra chi aveva un posto di lavoro e ne sta cercando un altro. E' questo l'obiettivo che la riforma del mercato del lavoro dovra' perseguire secondo il ministro Elsa Fornero intervenuta con un videomessaggio al convegno Ebav di Mestre (Venezia). "Questo tempo di disoccupazione -ha proseguito Fornero- non può essere protratto più di tanto, perché questo vuol dire deterioramento del capitale umano del lavoratore e perdita di produttività". Per il ministro è quindi necessario "ridurre queste transizioni a livello dei paesi europei che possono rappresentare per noi un punto di confronto è un obiettivo importante. Gli strumenti che abbiamo utilizzato per cercare di realizzare un mercato di lavoro inclusivo e dinamico- ha ribadito- sono le riforme alle varie forme contrattuali, incluso il contratto subordinato a tempo indeterminato, che deve restare l'attrattore principale in tema di contratti", ha concluso.
da redazione tiscali
Ancora una volta,ci stanno rubando il futuro
 

ART.18 :La costituzione esce dalle fabbriche

Il 20 maggio 1970 veniva approvato lo statuto dei lavoratori. Allora si disse, usando una frase di Di Vittorio, che la Costituzione varcava finalmente i cancelli dei luoghi di lavoro. Oggi ne esce, con la controriforma del lavoro suggellata dalle dichiarazioni tecnicamente reazionarie della Fornero.
Il lavoro non ha più diritti e non e' più un diritto, può solo essere il premio di chi vince la competizione selvaggia nel mercato e nella vita.
Di fronte a questa drammatica sconfitta sento prima di tutto il bisogno di scusarmi per la parte che ho in essa. Tempo fa avevo scritto e detto che di fronte all' attacco all'articolo 18 avremmo fatto le barricate. Pensavo ancora alla Cgil guidata da Cofferati dieci anni fa e alle rivolte dei sindacati e del popolo greco oggi. Non e' stato così, mi sono sbagliato sono stato troppo ottimista. E ora subiamo la più dura sconfitta sindacale dal dopoguerra senza aver combattuto in maniera adeguata.
Colpa dei lavoratori impauriti e ricattati dalla disoccupazione e dalla precarietà? No colpa dei dirigenti di quello che una volta definivamo movimento operaio ed in particolare di quelli della Cgil. Non e' vero infatti che su questo tema non ci fossero spinte alla mobilitazione. E' vero anzi il contrario. A primavera era cresciuto un movimento diffuso nelle fabbriche con adesioni agli scioperi anche di iscritti a Cisl e Uil. C'era stata la manifestazione Fiom del 9 marzo a Roma e quella promossa dal NoDebito a Milano. La Cgil aveva proclamato 16 ore di sciopero. Certo erano ancora avanguardie di massa quelle che si mobilitavano, ma il loro consenso era diffuso e trasversale, maggioritario nel paese. Uno sciopero generale della portata delle lotte del 2002 era alla portata ed avrebbe aperto un fronte complessivo con il governo, mettendo in gravi difficoltà Cisl e Uil e ancor di più il partito democratico. Ed e' per questo che non si e' fatto. La squallida mediazione definita tra i partiti di governo si e' trasferita sul progetto di legge, Cisl e Uil hanno accettato e la Cgil ha finito di opporsi. E, fatto ancor più grave, ha accettato la mediazione che cancellava l'articolo 18 facendo finta di aver vinto. A quel punto la prospettiva di una unificazione delle lotte e' saltata e anche la Fiom ha
drasticamente ridimensionato la propria iniziativa. Il movimento si é quindi ridotto a singole azioni di lotta, da ammirare ringraziare, ma insufficienti a pesare sul quadro politico. Tante fabbriche metalmeccaniche, prime la Same e la Piaggiohan continuato eroicamente a scioperare. I sindacati di base hanno generosamente scioperato il 22 scorso. Ma non poteva bastare, tenendo conto anche del terribile regime informativo che censura ogni dissenso mentre ossessivamente grida: viva monti, viva l'euro, viva il rigore.
La giornata del voto ha così rappresentato la sconfitta. Con poche centinaia di persone davanti Montecitorio divise a metà', e con gli organizzatori della Cgil che mettevano la musica rock ad alto volume per coprire le voci dell'assemblea spontanea che si stava svolgendo in una parte della piazza.
Sì io sento il bisogno di scusarmi per questa sconfitta e per come e' maturata, anche se credo di aver fatto tutto quello di cui sono capace per impedire che le cose andassero così.
Ora abbiamo il modello Marchionne esteso a tutto il mondo del lavoro e dobbiamo ricostruire potere e forza. Non sarà facile ma ci dobbiamo provare, ancor di più noi che siamo consapevoli della portata di questa sconfitta. Senza fare sconti a chi ne e' più responsabile nel sindacato, e senza dimenticare mai più la colpa di monti e del Pd che lo sostiene. Dei quali dovremo essere solo intransigenti avversari

TRATTO DA:

http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/9929-la-costituzione-esce-dalle-fabbriche

Occupy National Gathering Updates & Live Video | OccupyWallSt.org

Occupy National Gathering Updates & Live Video | OccupyWallSt.org

CRUDELTA' : AZIENDE ED I PRODOTTI TESTATI SU ANIMALI

 
Questo è l’elenco delle aziende/holding definite “gravemente negative”, cioè i marchi peggiori per quanto riguarda lo sfruttamento degli animali. I prodotti Holding, sono da cancellare dalla lista della spesa. Stampate e divulgate, perché le persone hanno il diritto di sapere la verità che si cela dietro un bagnoschiuma o una bibita. Gli animali muoiono a miliardi e moltissime persone non sono al corrente di questa carneficina.
Tutto ciò che viene a contatto con noi per legge viene testato. Nei laboratori scientifici si sacrificano ogni anno dai 300 ai 400 milioni di animali di tutti i tipi. Per legge è obbligatorio testare i farmaci e tutte le nuove sostanze dal 1976 in poi. Il 30% degli esperimenti riguarda la medicina, il restante 70% per prodotti cosmetici, bellici, chimici: detersivi, colla, forni a microonde, vernici, sigarette, coloranti artificiali, gas di scarico, additivi alimentari, tinture per tessuti, fertilizzanti, inchiostro, lucido per scarpe e perfino il mangime per gli animali domestici.
“ll rispetto per la vita è detto “umanità” ma a pensarci bene, tra tutte le specie l’umanità è quella che ne ha meno” - A. Schweitzer


Tratto da: LA LISTA DELLA MORTE | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/06/30/la-lista-della-morte/#ixzz1zUBdcr00
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!


Le informazioni sono prese da: “Guida ai prodotti non testati su animali“ di Antonella de Paola – edizioni Cosmopolis
  • Ace, Apc, Ariel, Asciugatutto, AZ,
  • Baleno, Bolt, Boss, Bounty,
  • Camay, Clearasil,
  • Dash, Demak’up, Dignity, Dora, Douss Douss Intima,
  • Eukanuba, Experience,
  • Febreze,
  • Gentile,
  • Head&Shoulders,
  • Iams, Infasil, Intervallo,
  • Kukident,
  • Laura Biagiotti, Lenor, Lines, Linidor,
  • Mastro Lindo, Max Factor, Medinait, Milton, Mister Verde,
  • Napisan, Nelsen, Noxzema,
  • Oil of Olaz,
  • Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può,
  • Senz’acqua, Spic&Span, Swiffer,
  • Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono,
  • Viakal, Vicks, Victors,
  • Zest
IGIENE e CURA DELLA PERSONA:
  • Acquafresh, Adidas, Alviero Martini (profumi), Atkinsons, Axe, Antica Erboristieria, AZ,
  • Belle Color, Biomedic, Biotherm, Bausch&Lomb,
  • Cacharel (profumi), Cadonett, Calvin Klein, Camay, Casting, Cerruti (profumi), Chloè (profumi), Chopard (profumi), Clear, Clearasil, Colgate, Country Colors, Coco monoi,
  • Davidoff, Denim, Dignity, Dimension, Donge, Douss-Douss, Dove, Drakkar Noir, Dunhill,
  • Elisabeth Arden, Elnett, Elvive, Excellence,
  • Fabergè, Feria, Fructis Garnier, Fx Studio,
  • Gattinoni (profumi), Gillette, Giorgio Armani (profumi), Giorgio Beverly Hills (profumi), Glicemille, Gloria Vanderbilt, Grafic, Guy,
  • Head&Schoulders, Helena Rbubinsten, Huggies, Hugo boss,
  • Infasil, Intervallo, Intima di Karinzia, Iodosan, Isabella Rossellini’s Manifesto
  • Jean Louis David, Johnson&Johnson,
  • Kerastase, Kleenexe, Klorane,
  • Lactacyd, Lancaster, Lancome, La Roche Posay, Laura Biagiotti (profumi), Lines (assorbenti adulti), Lines Lei, Linidor, L’Oréal, Lux, Lysoform,
  • Macleens, Matrix, Max Factor, Maybelline, Mennen, Mentadent, Movida,
  • Karl Lagerfeld (profumi), Kerastase, Kukident,
  • Neutralia, Nidra, Noxzema, Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors
  • Oil of Olaz, Oral-B,
  • Palmolive, Palma Ricasso (profumi), Pampers, Pantene, Pepsodent, Phas LarochePosay, Plax, Plenitude, Pond’s, Polident,
  • Ralph Lauren (profumi), Recital, Redken, Rexona, Rimmel, Rochas, Restive oil,
  • Senz’acqua Lines, Squibb (dentifricio), Studio Line, Shiseido, Scotonelle, Strep, Sunsilk, Sergio tacchini (profumi),
  • Tampax, Timotei, Tempo, Taft,
  • Ultra Dolce Garnier,
  • Valentino (profumi), Veet, Vichy, Viva Wella, Vital Colors
CURA E IGIENE DELLA CASA:
  • Ace-Gentile, Aiax, Air Fresh, Anitra WC, Ariel, Autan, Ava-Perla,
  • Baleno, Baygon, Baysan, Bio Presto, Bio Shout, Bolt, Bounty, Bravo, Bref,
  • Calfort, Cif, Coccolino,
  • Dash, Dinamo, Duracell, Duraglit, Dixan,
  • Fabuloso, Fébrèze, Finish,
  • Glade, Glassex,
  • Harpic,
  • Idraulico Liquido,
  • Lanza, Lavasbianca, Lenor, Lip, Liù, Lysoform,
  • Mastro Lindo, Mister Verde, Mr Muscolo,
  • Napisan, Nelsen,
  • Off!, Omo,
  • Pril, Pronto, Pin, Può, Perlana,
  • Raid,
  • Scottex, Soflan, Sole, Sole di Marsiglia, Svelto, Swiffer, Sidol, Sil
  • Tide, Tuono,
  • Vernel, Viakal, Vim-Clorex,
  • Woolite.
PRODOTTI ALIMENTARI
  • Algida, Amora,
  • Bertolli, Buitoni,
  • Calvè, Carte d’Or, Céréal, Creme Cuisine,
  • Eldorado,
  • Findus, Foglia d’Oro (margarina), Friol,
  • Gerber, Gradina,
  • Knorr,
  • Isostad,
  • Lipton – Ice Tea,
  • Maizena, Marè, Maggi, Maya, Mayò, Milka, Montania,
  • Novo Sal, Nestlè,
  • Pfanni,
  • Science Diet, Science Plan, Pringles,
  • Rama, Rocca dell’Uliveto,
  • San Giorgio, Solero, Sorbetterai di Ranieri,
  • Tè Ati, Top-Down, Toseroni,
  • Vigoplus, Vitasystem
BIBITE
Acqua brillante recoaro, Beltè, Beverly, Coca-cola, Chino’, Energade, Fanta, Gingerino recoaro, Ice tea lipton, Isostad, Mirage, Nestea, Nestlè, One-o one, San pellegrino, San bitter, Schweppes, Sprite.
COMPAGNIE AEREE
Trasportano scimmie e altri animali destinati ai laboratori
Aeroflot (Russia), Air Canada, American Airlines, China Eastern Airlines, Air France, Air India, El Al (Israele), Guyana Airlines, Liat (Caraibi), US Airways, Aero Peru, Air Tanzania, Amerijet International, Continental, Japan Airlains, lufthansa, Sabena.
MANGIME PER ANIMALI
GRUPPO MARS:
Whaltam
Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea).
Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea)
GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:
Hill’s (science diet, canine maintenance), Hill’s Prescription Diet
GRUPPO PROCTER & GAMBLE:
Iams, Eukanuba
GRUPPO NESTLE’:
Cani: Alpo, Felix, Friskies, Mighty dog, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets.
Gatti: Alpo, Friskies (Gourmet), Purina ONE, Pro Plan.
BAYER:
Cani: PRO GRES
Gatti: PRO GRES
NUTRO
e ancora aziende che testano e relativi prodotti:
3M
BAYER
BIC
BRISTOL-MYERS SQUIBB
COLGATE PALMOLIVE
GILLETTE
GLAXO SMITHKLINE
GUCCI NV
HENKEL
JOHNSON & JOHNSON
JOHNSON WAX
KIMBERLY – CLARK
MARS
MONSANTO
NESTLE’
NOVARTIS
NUMICO
PHILP MORRIS
PROCTER & GAMBLE
RECKITT BENCKISER
SHISEIDO
UNILEVER
WARNER LAMBERT
WELLA
3M
Multinazionale di origine statunitense, attiva nei settori dei prodotti industriali, per grafica, sicurezza trasporti, forniture medico/chirurgiche. Prodotti farmaceutici e per l’igiene orale. Prodotti di largo consumo per l’ufficio (Scotch, Post-It) materiali per telecomunicazioni, elettrici, elettronici.
MARCHI: Scotch – Brite
Conduce o commissiona esperimenti su animali (fonte CC 12/00)
BAYER
Multinazionale di origine tedesca, attiva nei settori dei prodotti farmaceutici e delle strumentazioni diagnostiche, nel campo dei polimeri (materiali e gomme sintetiche, fibre tessili artificiali), dei prodotti chimici (colornati ecc.) e nel settore dei prodotti agrochimici (pesticidi, prodotti veterinari, biotecnologie per l’agricoltura)
MARCHI: Autan Baygon Baysan Provado Pin
Membro del BIBRA ( Britisch Industrial Biological Research Association) – Laboratorio inglese di ricerca su animali che effettua esperimenti per conto terzi (spesso cocietà che non hanno l’autorizzazione ad effettuare esperimenti in proprio).
Cliente della HLS. La società è stata classificata dal CEP fra le prime 13 società del mondo in fatto di maltrattamento di animali e per questo motivo oggetto di bicottaggio da parte della SHAC.
BIC
Multinazionale di origine francese nota soprattutto per le penne a sfera, di cui è primo produttore mondiale, ma attiva anche nella produzione di rasoi usa e getta e prodotti per l’ufficio.
MARCHI: Bic
Nonostante l’azienda abbia dichiarato di aver sospeso gli esperimenti su animali, finora regolarmente effettuati, non ha mai comunicato di voler rinunciare a queste pratiche in via definitiva ed è per questo inserita nella lista negativa della PeTa USA (fonte: CC 12/00)
BRISTOL-MYERS SQUIBB
Multinazionale chimico-farmaceutica, sorta dalla fusione della Bristol Myers con la Squibb, leader nella produzione di prodotti farmaceutici, attrezzature mediche e prodotti dietetici ma attiva anche nell’industria cosmetica
MARCHI: Squibb dentifrici Saugella
Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo è da anni oggetto di boiocottaggio dalla PeTa USA ( fonti EC 52/98 e 64/00)
COLGATE PALMOLIVE
Multinazionale di origine statunitense, produce e distribuisce in tutto il mondo prodotti per l’igene orale, (controlla circa la metà del mercato mondiale dei dentifrici), prodotti per l’igene personale e della casa, alimenti per animali domestici
MARCHI: Aiax, Bravo, Colgate, Cura Morbido, Defend, Dinamo, Donge, Douss-Douss, Fabuloso, Glicemille, Hill’s Prescription Diet, Hill’s Science Diet, Hill’s Science Plan, Nidra, Olà, Palmolive, Perm & Color, Plax, Soflan
Effettua esperimenti su animali (fonte: CC 12/00), anche per la creazione dei propri mangimi per cani e gatti e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso da BUAV (fonte: EC 64/00 e 66/00)
GILLETTE
Multinazionale di origine statunitense, produce rasoi, lamette, pile e batterie, elettrodomestici, (Braun) prodotti cosmetici e per l’ignene personale, articoli da cancelleria (Papermate, Parker, Waterman)
MARCHI: Duracell, Gillette, Glillette Deo, Gillette Pour Elle, Oral-B
Dopo l’azione di boicottaggio della PeTa nel 1997(adesso sospesa) , la società ha dichiarato pubblicamente che avrebbe ridotto il numero dei laboratori di sperimentazione di proprietà e che avrebbe utilizzato la sperimentazione su animali solo in caso di estrema necessità. Malgrado la buona volontà dimostrata, l’azienda è ancora inserita nella lista negativa della PeTa USA (Fonte: CC 12/00) ed è oggetto di boicottaggio da parte di gruppi animalisti statunitensi, tedeschi e britannici (fonte: CSG 1997)
GLAXO SMITHKLINE
Multinazionale di origine britannica, nata dalla fusione della Glaxo Wellcome Plc e della Smithkline Plc, rappresenta il più grande gruppo farmaceutico del mondo
MARCHI: Acquafresh, Iodosan, Lactacyd, Macleens
Membro di BIBRA, ha ammesso pubblicamente di effettuare test su animali (Fonti: EIRIS 14/03/95 e EC 55/98); in Belgio è stato attivato un bicottaggio a suo carico dall’APMA in quanto esegue test su primati importati dalle Barbados (fonte: CSG 1997); in Gran Bretagna e USA invece, è oggetto di un boicottaggio promosso da SHAC in quanto l’impresa finanzia la HLS ed è di questa uno dei principali clienti (fonte: sito dell’associazione)
GUCCI NV
Multinazionale olandese attiva nel settore dell’alta moda e degli accessori di lusso (orologi, pelletteria, scarpe, occhiali, ecc) ma presente anche nel settore dei cosmetici, soprattutto dopo la recente acquisizione del gruppo francese Sanofì Beautè
MARCHI: Krizia (profumi), Fenfi (profumi), Oscar de la Renta (profumi) Roger&Gallet (profumi) Van Cleef&Arpels (profumi) Yves Saint Laurent
Il gruppo Sanofì Beautè effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonte: CC 12/00 e EC 64/00)
HENKEL
gruppo chimico tedesco attivo nel settore della chimica, degli adesivi industriali e per uso domestico, dei detergenti e dei cosmetici, degli articoli di cancelleria (Pelikan). Occupa il terzo posto per la vendita di detersivi in Europa, dopo Procter & Gamble e Unilever
MARCHI: Antica Erboristieria, Atlas, Attack, Bostick, Bref, Brilliance, Bucato lavatrice, Country Colors, Dato 60°, Denivit, Dixan, Fa, La Perla (profumi), Loctite, Mila Schon (profumi), Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors, Perlana, Sergio tacchini (profumi), Sidol, Sil, Squibb (barba), Taft, Theramed, Vernel, Vidal, Vital Colors.
Effettua o commissiona a terzi esperimenti su animali (fonte: CC 6/01)
JOHNSON & JOHNSON
Multinazionale farmaceutica di origine statunitense, rappresenta la prima società al mondo nel settore dei prodotti sanitari. Oltre che nel settore farmaceutico, è attiva anche nella creazione di prodotti professionali e di largo consumo.
MARCHI: Baby schampoo Johnson’s, Johonson’s Carefree, Johonson’s Baby Olio, Johnson & Johnson, Johnson’s pH 5,5, Neutrogena, O.B., Roc, Serena, Silhouette.
Effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonti: CC 12/00 e CSG 1997, p.51)
JOHNSON WAX
Multinazionale chimica di origine statunitense, è una delle maggiori cosità produttrici di prodotti per la casa
MARCHI: Anitra Wc, Bio Shout, Glade, Idraulico liquido, Mr. Muscolo, Off!, Pronto, Raid.
Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso dalla BUAV (Fonte: EC 64/00, p.28)
KIMBERLY CLARK
Multinazionale statunitense attiva nel settore cartario. Dopo aver assorbito la Scott Paper Company, la società detiene il primato mondiale nel settore della carta assorbente per uso domestico ed igienico. L’impresa gestisce oltre 3 milioni di ettari di foreste.
MARCHI: Freedom, Klineex, La Soffice Differenza, Scottex, Scottonelle.
Effettua o commissiona esperimenti su animali (fonte: CC 12/00)
MARS
Multinazionale di origine statunitense attiva in oltre 100 paesi di tutto il mondo. La Holding opera nel settore alimentare (barrette di cioccolato, merendine, gelati, ecc.) nel settore alimentare per animali domestici e in quello della componentistica elettronica.
MARCHI: Brekkies, Bounty, (snaks) Canine, Cesar, Chappi, Hill’s Prescription Diet, Hill’s Science Plan, Kitekat, M6M’s, Mars, Milky Way, Pedigree, Sheba, Snickers, Twix, Suzi-Wan, Uncle Ben’s, Whiskas
La controllata Waltham, responsabile del settore degli alimenti per animali domestici e a sua volta proprietaria della società Pedigree, appartenente allo stesso settore è coinvolta da una campagna di protesta organizzata dalla BUAV nell’estate 2000. In gran Bretagna la Waltham conduce esperimenti su animali, per conto della Pedigree, che comportano l’solamento degli animali per lunghi periodi, endoscopie, biopsie, somministrazione di sedativi ed anestetici, enteroclismi, frequenti variazioni della dieta e conseguenti disturbi digestivi, prelievo di pelo alla base della coda, ecc. Si teme inoltre che gli esperimenti condotti negli Stati Uniti siano ancora più invasivi. In una lettera del 17 luglio 1998, la Waltham ha inoltre affermato di essere membro di BIBRA (Fonte EC 66/00 Research Supplement)
MONSANTO (PHARMACIA)
Grande multinazionale agrochimica, si è recentemente fusa con il gruppo farmaceutico Pharmacia & Upjohn dando vita ad una nuova multinazionale denominata Pharmacia. La metà del fatturato del nuovo impero deriva dalla produzione Monsanto (erbicidi, ormoni di sintesi, sementi geneticamente modificati); l’altra metà deriva da attività nel settore farmaceutico. La Monsanto ha prodotto il primo dolcificante arificiale (la saccarina) e, negli anni 60, il cosidetto “agente arancione”, un potente defoliante utilizzato nella guerra in Vietnam. Produce inoltre il BGH, un ormone per far crescere in fretta i bovini destinati alla macellazione ed il Posilac, un ormone per stimolare la produzione di latte nelle mucche.
MARCHI: Mivida, Misura.
Sperimenta i propri prodotti sugli animali (fonte: CRC 1998) utilizzando, fra l’altro, il laboratorio HLS. Per questo motivo è oggetto di manifestazioni di protesta da parte di SHAC (notiziario dell’associazione).
NESTLE’
Multinazionale di origine svizzera, rappresenta la prima società agroalimentare del mondo, controlla quasi la metà del mercato mondiale di latte in polvere ed è leader mondiale nel settore delle acque minerali e del caffè. Possiede inoltre numerosi marchi di alimentari per animali domestici (Friskies, Purina) e detiene una fortissima percentuale dell’azionario L’Oreal.
MARCHI: Acqua Brillante Recoaro, After Eight, Alemagna, Antica Gelateria, Baci, Beltè, Berni, Buitoni, Cacao Perugina, Cappuccino, Cat Chow Mix, Cheerios, Chinò, Claudia, Chocapic, Cioccoblocco, Condipasta, Condiriso, Diger Seltz, Dog Chow, Doko, Ecco…,Frank, Felix, Fibre 1, Fido, Fitness, Friskies, Fruit Joy, Fruttolo, Galak, Giara, Gingerino, Recoaro, Giulia, Grand Menù, Gourmet/ Gold, Kit Kat, Kix, La Cremeria Motta, La valle degli Orti, LC1, Le Ore lIete, Levissima, Limpia, Linea e gusto, Lion, Lora Recoaro, Maggi, Malto Kneipp, Mare Fresco, Mighty Dog, Mio, Mirage, Motta, Nescafè, Nesteè, Nesturn, Nesquik, Nesquik Cerali, Nidina, Nutri Soup, One-o-One, Orzoro, Panna, Pejo, Perrier, Perugina, Pezzullo, Pracastello, Pro Plan, Puppy, Chow, Quality Street, Ronnie, Rowbtree Macintosh, Salute e Gusto, San Bernardo, Sandalia, San Pellegrino, San Bitter, Sasso, Sassonaise, Smarties, Surgela, Tione, Trio, Ulmeta, Vera, Vismara, Vitto.
Oltre ad utilizzare ingredienti testati su animali (fonte: CSG 2000) le aziende produttrici di mangime per animali domestici effettuano esperimenti su varie specie animali incluso cani e gatti. In Italia la Friskies possiede regolare licenza del Ministero della Sanità Italiano per effettuare esperimenti presso il laboratorio di via Stradalta 35, Bertiolo – Udine (Fonte: aut.Min. n. 508 del 12/12/97)
Gli atti del Ministero rivelano che l’azienda ha effettuato test su rettili, topi, cavie, criceti, conifli, pesci e avicoli (fonte: IMP 12/98). In una relazione dell’estate 2000 rilasciata dalla BUAV si apprende che in un esperimento condotto negli Stati Uniti, per conto della Ralston Purina, a dieci cani sono stati inseriti dei tubi nello stomaco, attraverso le pareti addominiali, per poterli alimentare direttamente (fonte: EC 66/00, p.21 supplemento). Nei suoi stabilimenti in Svizzera, invece la Nestlè, utilizza gli animali per verificare gli effetti del suo caffè (fonte: CSG 1997 p. 49); esperimenti su ratti effettuati presso il Centro di Ricerche Nestlè di Losanna sono stati denunciati dalla BUAV nel dicembre 1995 (fonte: EC 64/00, Research Supplement, p.22)
NOVARTIS
Multinazionale chimica sorta dalla fusione di due colossi svizzeri della chimica tradizionale, la Sandoz e la Ciba-Geigy. L’attuale produzione della Novartis si divide tra il settore farmaceutico/sanitario (ad esempio le lenti a contatto ed i prodotti Ciba Vision), il settore dei prodotti dietecici e per l’infanzia e quello dei prodotti agrochimici (pesticidi e sostanze transgeniche). E’ una delle più grandi imprese mondiali nel settore delle biotecnologie (produce il mais-bt).
MARCHI: Céréal, Gerber, Isostad, Novo Sal, Vigoplus.
Esegue esperimenti estremi su anmali. Il 31 agosto 1996 la rivista britannica “New Scientist” riferiva che presso la Imutran, un’azienda controlata dalla Novartis specializzata in esperimenti su animali, erano stati trapiantiati reni di maiali transgenici nel corpo di scimmie. Tutte le scimmie coinvolte nell’esperimento sono morte in breve tempo (fonte: EC 63/00). Il 10 maggio 1998, il settimanale inglese “The Observer” ha poi pubblicato un articolo da cui si è appreso che due maiali sono stati trasferiti dalla Imutran al Centro Ricerche Biomediche di Rijswijk in Olanda noto per effettuare esperimenti molto spinti. Si pensa pertanto che il trasferimento sia stato un mezzo per aggirare le leggi inglesi sulla vivisezione (fonte EC 54/99); sul sito web del 29 dicembre 1999 del gruppo inglese UNCAGED è apparsa infine la notizia che l’azienda ha trasferito il cuore di criceti nel corpo di conigli e cuori di maiali nel corpo di scimmie. (fonte: EC 63/00, p.33)
NUMICO
Impresa di origine olandese specializzata nel settore degli alimenti per l’infanzia e dietetici.
MARCHI: Milupa, Nutricia, Nutricia Crescita, Vitasoya.
L’impresa commissiona esperimenti su animali. Nell’agosto 1997 la società del gruppo Cow and Gate è stata infatti oggetto di dimostrazione di protesta che si è svolta davanti ai laboratori della BIBRA di Londra, presso la quale erano stati effettuati esperimenti per verificare gli effetti dei grassi alimentari sui ratti (fonte: EC 63/00, p,17 e supplemento)
PHILP MORRIS
L’impresa di origine britannica è la prima società al mondo nel settore della produzione di sigarette (Benson & Hedges, Chesterfield, Lark, L&M, Marlboro, Merit, ecc) ma è presente anche nel settore alimentare e della birra. Il settore alimentare è gestito dalla Kraft (latticini e salse) e dalla Jacobs Suchard (caffè e cacao).
MARCHI: Baika, Bittra Suchard, Caramba, Cote d’Or, Dover, Faemino, Gim, Hag, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Legeresse, Lila Pause, Lindeberger, Maman Luise, Mayonnaise, Mato-mato, Milione, Milka, Molka slurp, Milka Tender, Mozary, Sottilette, Toblerone, Osella, Philadelphia, Primolo, Simmenthal, Splendid, Spuntì, Susanna, Terry’s.
La principale società alimentare del gruppo, la Kraft Jacobs Suchard, effettua sperimentazione su animali (fonte: EC 60/99); per verificare la digeribilità di alcune sue qualità di caffè, ad esempio, il prodotto è stato iniettato nello stomaco di gatti, a intervalli di tempo di cinque minuti; dopodichè, i gatti sono stati soppressi (fonte CSG 1997, p.49
UNILEVER
Multinazionale specializzata nel settore alimentare ma molto attiva anche nei prodotti per la casa e la cura della persona. E’ oggetto di boicottaggio da parte di Naturewatch Trust e della British Union For The Abolition of Vivisection poihé effettua esperimenti non obbligatori per legge. La multinazionale ha vinto il premio “Scienza Folle 2002″, indetto dall’associazione animalista Animal Aid, grazie ad un esperimento definito inutile dagli stessi esperti in tossicologia, che si proponeva di verificare se l’olio di Karitè prodiuce tumori. A questo scopo, 500 ratti sono stati tenuti in isolamento, in gabbi individuali, per due anni.
Ecco i suoi prodotti e i marchi:
- Bevande: Lipton, Ati, Montana, Brioschi
- Dolciumi: Algida, Toseroni, Sorbetteria di Ranieri
- Condimenti: Bertolli, Hellmann’s, Calvé, Maya, Gradina,
- Cibi pronti e leofilizzati: Knorr
- Surgelati: Findus,
- Alimenti dietetici: Slim Fast
- Prodotti base di latte: Milkana, Creme Cuisine
- Detersivi: Cif, Omo, Coccolino, Ava, Bio Presto, Vim, Lysoform, Svelto, Surf
- Cura personale: Axe, Rexona, Impulse, Dove, Lux, Clear, Denim, Atkinson,
- Mentadent, Benefit, Gibbs, Fabergé, Timotei, sunsilk
- Profumi di lusso: Valentino, Cerruti, Calvin Klain, Lagerfeld, Chloe
- Cosmesi: Cutex, Pond’s, Leocrema
- Chimica: Athea
SE LI CONOSCI LI EVITI
COLLANTI:
cervione (ossa e pelli mucche-cavalli), ittiocolla (o colla di pesce, famosa x le creste punk, si ricava da vescica natatoria dello storione)
COLORANTI:
(x decreto ministeriale a un alimento possono essere aggiunti coloranti senza che siano indicati sull’etichetta…)
E120 COCCINIGLIA (colorante di colore rosso naturale ottenuto schiacciando del cocco femminile di Dactilopius, un insetto della cactus-dimora indigeno in America Centrale.) -> dolci, bibite, formaggi e margarina
E161b XANTOFILLE-LUTEINA -> da carotene ma si pensa anche da tuorlo d’uovo, stessi prodotti di E120
E161c XANTOFILLE-CRIPTOXANTINA -> carotene, tuorlo d’uovo, burro. sempre E120 E120, E470, E472 a-f, E473, E474, E475, E476, E478, E542, E904, E913, E920, E921
CONSERVANTI:
E252 POTASSIO NITRATO -> minerale o prodotto da materiali di scarto di animali-vegetali. Serve per conservare la carne
E270 ACIDO LATTICO Ottenuta da batteri che inacidiscono il latte o da fermentazione carboidrati: gelati, impasti per pane, dolci, formaggi, salse
EMULSIONANTI, STABILIZZANTI, ADDENSANTI, GELIFICANTI:
E470 SALI DI SODIO , POTASSIO, CALCIO ACIDI GRASSI -> da materie grasse commestibili. Per caramelle, cioccolato e surrogati, prodotti da forno specifici
E471 MONO E DIGLICERIDI DEGLI ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> da glicerina e da acidi grassi. Creme pasticceria, gelati, lieviti, margarina, marmellate, prodotti da forno
E472b ESTERI DEL MONO E DIGLICERIDI DELL’ACIDO LATTICO-ESTERI LATTICI -> preparato da acido lattico. Per margarina, pane con grassi, dolci
E473 SUCROESTERI: ESTERI DEL SACCAROSIO CON ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> preparati da acidi grassi alimentari. Gelati, grassi emulsionanti, maionese, margarina, alcuni prodotti da forno
E474 SUCROGLICERIDI -> ottenuti mediante azione del saccarosio su trigliceridi naturali (lardo, sego, olio di palma), stessi prodotti E473
E477 ESTERI PROPILENGLICOLICI DEGLI ACIDI GRASSI -> dal propilen glicol e da acidi grassi. Prodotti dolciari in genere
E481 STEAROIL-2-LATTILATO DI CALCIO. Secondo olaf dovrebbe essere sintetico, ma ha forti sospetti sia ottenuto da acido lattico, controllate. Viene usato nella senape
ADDITIVI ANCORA SENZA “E”:
572 MAGNESIO STEREATO -> da acido stereato, presente in grassi vegetali e animali
631 INOSINATO DI SODIO -> esaltatore di sapidità preparato da estratti di carne e sardine essicate
904 SHELLAC -> sostanza ottenuta da resina prodotta da insetto che secerne gommalacca, detto LACCIFER LACCA. Agente lucidante usato sugli agrumi, caramelle senza incarto, cioccolato e surrogati, mele, torrone.
920 CISTEINA, SUOI CLORIDRATI E SUOI SALI -> derivati sintetici dell’amminoacido naturale cisteina. Tutte farine tranne che integrale
VARIE INFORMAZIONI:
CAGLIO:
si può anche ottenere da carciofi, ma quasi sempre da abomaso: quarta e ultima cavità dei ruminanti
ZANZARE:
rimedi naturali: piante geranio o eucalipto su davanzale (attenzione se ingerite sono tossiche per gli animali domestici), o zanzariere.
GELATINA:
la gelatina si ricava bollendo e filtrando ossa, tendini e pelle animale. Molti vegetariani hanno imparato a evitare le caramelline… ma pochi sanno che le pellicole in fotografia e al cinema sono coperte da uno strato protettivo di gelatina (macchina digitale unica soluzione!), che si usa anche nella chiarificazione dei vini, o nell’industria tessile per produrre carta.

DL50
Tutto ciò che viene a contatto con noi.
Per verificare la tossicità di sostanze chimiche, shampoo, schiume da barba, lacche, dentifrici, rossetti ecc., dosi massicce dei componenti o dei prodotti finiti, vengono forzatamente introdotte nello stomaco degli animali fino a stabilire la quantità sufficiente ad uccidere.
Il test (dose letale 50) termina quando il 50% degli animali muore.
Draize Test oculare
Tutto ciò che viene a contatto con i nostri occhi.
Shampoo, creme, mascara, ombretti, liquidi per lenti corneali ecc. vengono testati mettendo negli occhi dei conigli albini la sostanza per controllarne poi la capacità di irritazione. Vengono usati i conigli albini perché i loro occhi sono particolarmente sensibili.
Il coniglio durante questo esperimento viene bloccato in apposite gabbie di “contenizione” in modo che abbia la testa bloccate (vedi immagine più sotto). Infine la tossicità del prodotto verrà valutata dal ricercatore (il parere può cambiare da ricercatore a ricercatore) sulla base dell’infiammazione, dell’ opacità o della distruzione della cornea, che può essere più o meno grave. Questo test (test oculare di Draize ) è molto vecchio e poco scientifico ma ancora in uso, ci sono oggi molti metodi sostitutivi e molto più sicuri, ma forse perché più sicuri bloccherebbero troppi prodotti che con il vecchio test oggi si possono mettere in commercio facilmente.
Draize Test cutaneo
Tutto ciò che viene a contatto con la nostra pelle.
Fondotinta, creme, detergenti, prodotti solari ecc. vengono spalmati sulla pelle rasata degli animali, di solito cavie, topi e conigli. Successivamente la pelle viene asportata ed esaminata per valutarne il grado di irritazione.
Test di cancerogenicità
Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.
(Tratto da LA “LISTA DELLA MORTE”: Tutte le aziende e i prodotti testati su animali)
http://speradisole.wordpress.com/2012/06/29/la-lista-della-morte/


Tratto da: LA LISTA DELLA MORTE | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/06/30/la-lista-della-morte/#ixzz1zUCkm4XZ
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

6 multinazionali coinvolte nello schiavismo e nello sfruttamento del lavoro minorile

Lo schiavismo è purtroppo una realtà ancora presente, nei Paesi in via di sviluppo e non solo, come pratica abitudinaria da parte di numerose multinazionali al fine di ottenere il massimo guadagno e rendimento produttivo, a costo zero per i loro bilanci economici, ma a costo della vita per centinaia di adulti e bambini in tutto il mondo, costretti a lavorare in condizioni disumane per soddisfare ogni bisogno consumistico dei Paesi industrializzati.
Spesso anche noi ci ritroviamo ad essere complici, a nostra insaputa o per carenza di informazione, di una realtà che dovrebbe essere scomparsa da decenni, ma che continua a persistere e a condannare coloro che ne cadono vittima giorno dopo giorno, senza sosta. Lo schiavismo non è purtroppo assente nemmeno nel nostro Paese, come nel caso della multinazionale delle bevande Coca Cola.

1) Coca Cola


L’eclatante caso di Rosarno, in Calabria, è stato messo in luce da un’inchiesta effettuata da parte di The Ecologist ed in seguito ripresa da The Independent, che ha reso noto come nel mezzogiorno la raccolta delle arance destinata alla produzione delle bibite del noto marchio avvenisse in condizioni di schiavitù per mano di migranti provenienti dall’Africa, spesso dopo aver raggiunto le coste italiane a seguito di una squallida traversata vista come unica speranza di sopravvivenza. Coca cola avrebbe reagito semplicemente tagliando i ponti e gli accordi precedentemente stipulati con le aziende calabresi produttrici di arance, a difesa della propria immagine di multinazionale “pulita”.

2) Philip Morris

Nel 2010 la multinazionale del tabacco Philip Morris ammise la presenza nelle proprie piantagioni di almeno 72 bambini dell’età di 10 anni, coinvolti nella raccolta del tabacco e a rischio di subire un avvelenamento da nicotina. Non solo: pare che l’azienda costringa lavoratori migranti ad operare in condizioni di schiavitù, dopo aver sequestrato loro i documenti e costringendoli ad una operatività continua, senza alcun compenso. Nonostante le promesse avanzate da parte della multinazionale, relativamente alla volontà di porre fine a simili situazioni, pare che, in base a quanto riportato da The Independent, il problema non sia ancora del tutto risolto e che vi siano attualmente intere famiglie e bambini costretti a lavorare in condizioni disumane nelle piantagioni.
I marchi da evitare: Marlboro, Basic, Benson & Hedges, Cambridge, Chesterfield, Commander, Dave’s, English Ovals, Lark, L&M, Merit, Parliament, Players, Saratoga and Virginia Slims.

3) Victoria’s Secret


Il marchio Victoria’s Secret dichiara di utilizzare esclusivamente cotone di provenienza “fair trade” e ciò dovrebbe costituire una garanzia contro lo sfruttamento lavorativo all’interno delle piantagioni. Purtroppo però sembra essere concreto il rischio che alcuni produttori di cotone biologico e fair trade non riescano a fare a meno di sfruttare il lavoro minorile per il raggiungimento dei propri obiettivi produttivi, come nel caso della tredicenne Clarissa, che nel Burkina Faso sarebbe stata costretta a seminare e raccogliere cotone subendo maltrattamenti fisici. Dall’accaduto, nel 2008, pare che Victoria’s Secret non abbia fatto altro che rimuovere la dicitura “fair trade” dalle etichette dei propri prodotti provenienti dal Burkina Faso. Situazioni di sfruttamento potrebbero dunque essere ancora presenti nelle piantagioni di cotone di tale località.

4) KYE


Nel 2010 il National Labor Committee mise sotto accusa per schiavismo la manifattura cinese KYE per aver reclutato 1000 studenti lavoratori di età nominalmente compresa tra i 16 ed i 17 anni, ma spesso inferiore ai 15 anni, costretti a lavorare per 15 ore al giorno e per 7 giorni su 7. Non sarebbero mancate inoltre numerose donne di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, a cui venivano imposte condizioni simili e con una paga di 65 centesimi all’ora. Anche di fronte a dati ufficiali, KYE avrebbe proseguito a sostenere le perfette condizioni di lavoro all’interno delle proprie sedi. KYE è responsabile per la produzione di prodotti per aziende e marchi come Microsoft, XBox e HP. Altre aziende hanno recentemente ammesso di sfruttare i lavoratori cinesi per la loro produzione. Tra di esse non farebbero eccezione Apple e Nokia. (Leggi anche La Apple in Cina sfrutta i lavoratori e inquina l’ambiente)

5) Forever 21

Relativamente all’acquisto di cotone proveniente da piantagioni in cui lo schiavismo prosegue ad imperare, come nel caso dell’Uzbekistan, Forever 21 avrebbe rilasciato dichiarazioni piuttosto subdole, lasciando intendere che vi siano accordi stipulati con i produttori affinché garantiscano che il lavoro venga svolto legalmente e da persone qualificate. La questione ha dato origine ad una petizione che tiene conto di come in Uzbekistan il governo costringa ogni anno milioni di studenti ad abbandonare la scuola nel periodo della raccolta del cotone, per dedicarsi ad essa in condizioni di schiavismo ed in piena violazione dei diritti umani. Forever 21 non è l’unica azienda di abbigliamento a rifornirsi di cotone proveniente dall’Uzbekistan, uno dei maggiori produttori mondiali. Tra di esse vi sarebbero anche Aeropostale, Toys ‘R’ Us, e Urban Outfitters.

6) Hershey’s

Hershey’s ha recentemente reso noto il lancio sul mercato americano di una nuova linea di cioccolato, denominata “Bliss Chocolate“, che utilizza esclusivamente cacao certificato dalla Rainforest Alliance. Una sola linea di prodotti non potrà di certo risollevare il marchio dalle accuse di schiavismo provenienti dall’International Labor Rights Forum. Sebbene l’azienda abbia siglato un rapporto contro il lavoro minorile già dieci anni fa, migliaia di bambini raccolgono ancora cacao in Africa per la multinazionale del cioccolato, che purtroppo proseguirà ancora ad avere un retrogusto amaro dal sapore di schiavitù, come nel caso delle rivali Nestlé e M&M.

Tratto da: 6 multinazionali coinvolte nello schiavismo e nello sfruttamento del lavoro minorile | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/08/6-multinazionali-coinvolte-nello-schiavismo-e-nello-sfruttamento-del-lavoro-minorile/#ixzz1zU8QXYCW
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Nestlé, accuse di sfruttamento del lavoro minorile nella filiera del cacao

La più grande azienda alimentare del mondo, la Nestlé, è stata accusata di non effettuare controlli alle sua catena di approvvigionamento di cacao, un settore in cui il lavoro minorile, con tutti gli abusi che esso comporta, è in costante crescita.
La Fair Labor Association, assunta proprio dalla Nestlé, ha seguito il percorso del cacao dai coltivatori più poveri agli esportatori che vendono direttamente alla multinazionale elvetica. In questo modo ha rilevato che, nonostante l’azienda imponga certe condizioni ai suoi distributori in materia di lavoro minorile e condizioni di lavoro in genere, in realtà nelle sue indagini non è mai andata oltre il suo distributore diretto.
Non è la prima volta che l’azienda è oggetto di accuse così forti. Nel 2005 due Ong, la International Labor Rights Fund e la Global Exchange, denunciarono Nestlé e le sue aziende fornitrici di commodity e di uso di manodopera ridotta in schiavitù. Per testimoniare le accuse le Ong portarono anche un caso, quello dei minori, trafficati dal Mali alla Costa d’Avorio, dove venivano costretti a lavorare gratuitamente in piantagioni di cacao dalle 12 alle 14 ore al giorno, con poco cibo, poco sonno e frequenti percosse.
Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, infatti, più di 284.000 sono oggi i minori costretti a lavorare nelle coltivazioni di cacao nell’Africa Occidentale, soprattutto in Costa d’Avorio. Proprio in quel paese, Nestlé è la terza compratrice mondiale.
Nonostante questo, l‘azienda svizzera ha sempre ribadito la sua condanna per l’uso del lavoro minorile, essendo questo contro i principi della società. Più volte ha sottolineato, inoltre, come affrontare il problema in questione fosse la sua priorità. A conferma di ciò, nel 2001 Nestlé e altri grandi produttori di cioccolato firmarono un accordo, il protocollo Harkin-Engel (o Protocollo sul cacao), con il quale si impegnavano a certificare, da luglio 2005, che il loro cioccolato non era stato prodotto attraverso manodopera minorile, debitoria, forzata o proveniente da traffico di esseri umani.
Stando alle accuse recenti, ma considerando anche il report dell’International Labor Rights Fund pubblicato nel 2008, quel protocollo sembrerebbe senz’altro disatteso.


Tratto da: Nestlé, accuse di sfruttamento del lavoro minorile nella filiera del cacao | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/02/nestle-accuse-di-sfruttamento-del-lavoro-minorile-nella-filiera-del-cacao/#ixzz1zU5Xd6B5
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